Visualizzazione post con etichetta news. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta news. Mostra tutti i post

mercoledì 9 ottobre 2013

I polli neri

Forse non tutti sanno che ci sono dei polli neri. E non parliamo di polli con le piume nere, ma di polli che hanno la pelle nera, e addirittura anche le ossa e gli organi interni. La razza più diffusa è il Silkie cinese, che in occidente è spesso considerata “ornamentale”, mentre in Cina è considerata una prelibatezza.


La carne di Silkie è tradizionalmente mangiata dalle donne cinesi nei giorni dopo il parto, per recuperare le energie, e tipicamente viene cucinata in brodo, per trattenere gli elementi curativi che la tradizione le attribuisce.




La ragione del colore nero della pelle e degli organi sarebbe la mutazione di un particolare gene che controlla la 

pigmentazione, causando un radicale aumento di quest’ultima.





Fonte web









lunedì 7 ottobre 2013

Una foto da 120mila dollari

L'HIPA (Hamdan International Photography Award) è conosciuto in tutto il mondo come il concorso fotografico con il più alto montepremi di sempre: 120 mila dollari. Una cifra che non poteva che essere patrocinata dallo Sceicco Hamdan bin Mohammed bin Rashid al Maktoum, principe ereditario di Dubai e fotografo amatoriale.

Il concorso attira ogni anno i migliori professionisti di tutto il mondo, i cui scatti vengono esposti alla Royal Geographical Society di Londra. Le categorie di quest'anno erano "La bellezza della luce", "Bianco e nero", "Emirati" e "Generale". La foto vincitrice di Osama Al Zubaidi, che si è aggiudicato così il montepremi da capogiro, ritrae due uomini tra le dune del deserto.

Osama Al Zubaidi con questa foto si è aggiudicato il primo premio dell'HIPA, pari a 120 mila dollari.
Fonte: notizie yahoo















sabato 5 ottobre 2013

A Napoli 200 pianisti in piazze, palazzi, case e musei

Napoli inondata di pianoforti per tre giorni. Nel prossimo week end (4, 5 e 6 ottobre 2013), le note dei pianoforti risuoneranno in ogni angolo della città con concerti, eventi nei salotti delle case napoletane e nei luoghi storici, musei, teatri, piazze. Oltre 200 pianisti, napoletani e non, suoneranno repertori di qualsiasi genere musicale, incroci tra classica e jazz, profili di composizione, maratone di improvvisazioni, concerti di notte (piano Night). Numerosi anche gli eventi organizzati per studenti e bambini.

La kermesse PIANO CITY NAPOLI, ideata dal pianista berlinese Andreas Kern, approda quindi a Napoli, capitale europea della musica e culla di una prestigiosa scuola pianistica, oltre che città dalla lunga tradizione sia artigianale sia culturale del pianoforte che risale agli inizi dell’800.

Testimonial dell’edizione partenopea è Sir Antonio Pappano affiancato da un comitato d’onore di celebri pianisti Campani: Bruno Canino, Laura De Fusco e Annamaria Pennella. La direzione artistica è a cura di due noti pianisti napoletani, Dario Candela (classica) e Francesco D’Errico (jazz) insieme all’ideatore Andreas Kern.Il pianoforte va quindi per le strade di Napoli e in scenari nuovi ed insoliti. 150 gli eventi previsti (cliccare qui per scaricare il programma degli eventi pubblici), dai salotti privati dei napoletani (40 House Concert, il programma) al Complesso Monumentale di S. Domenico Maggiore (sede principale). Nelle splendide sale di San Domenico si diffonderà la melodia di 88 tasti da mattina a sera. Altre suggestive e prestigiose sedi sono il Palazzo Reale, il Palazzo Zevallos Stigliano (dove sabato 4 saranno organizzate visite guidate in occasione di “Invito a Palazzo“), Palazzo Piacentini, l’Institut Francaise,CIMC – Palazzo Maddaloni, il Teatro San Carlo, il Museo PAN, il Museo Nitsch, Palazzo Serra di Cassano, Museo “Associazione Circolo Artistico Politecnico” G. Carovita di Sirignano, , Circolo Ufficiale Marina Militare, Sala Ciccolini, Sala Ascione, Chiesa San Gennaro all’Olmo, Piazza San Domenico Maggiore, Piazza Tafuri a Piscinola e tanti altri.



La manifestazione è voluta e promossa dalla storica ditta Alberto Napolitano Pianoforti, con il patrocinio della Regione Campania, del Comune di Napoli (Assessorato alla Cultura), del Conservatorio San Pietro a Maiella e del Fai sezione Campania, con il sostegno del Banco di Napoli.

Per ulteriori info:
tel. +39 338 85.99.621
www.pianocitynapoli.it














giovedì 3 ottobre 2013

La campagna degli attori per la Terra dei fuochi (foto)

"La Terra dei fuochi non è sola". E' la campagna lanciata da artisti e sportivi sul social network Facebook per salvare i comuni della provincia di Napoli. Negli autoscatti 67 persone tra artisti, giornalisti e noti professionisti posano con un cartello che esibisce il nome del comune adottato. Da Caserta a Casal di Principe a Santa Maria Capua Vetere. Tra i protagonisti della campagna promossa da Selvaggia Lucarelli, volti noti del grande e piccolo schermo come Fiorello, Eleonora Giorgi, Federica Pellegrini, Alessia Marcuzzi, Paola Perego, Emma Marrone, l'avvocato Anna Maria Bernardini Pace, Filippa Lagerback. E ancora il cestista Danilo Gallinari, il comico Enzo Salvi e la giornalista Mia Ceran. "Questa pagina - si legge nella nota diffusa a sostegno della campagna - è una piccola luce accesa sul dramma che vive la Terra dei fuochi, che comprende i circa ottanta comuni tra Napoli e Caserta, avvelenati da roghi e rifiuti tossici, seppelliti negli anni dalla camorra (pagata dalle aziende del Nord che volevano sbarazzarsene) sotto case, scuole, campi sportivi, terreni agricoli. Nella Terra dei fuochi ogni giorno qualcuno si ammala di tumore, leucemia e altre malattie. Tutto è contaminato: acqua, aria, frutta, verdura. Muoiono bambini, adulti e una terra in cui un tempo i ragazzi potevano giocare a pallone senza avere paura dell'erba. 67 amici e personaggi del mondo dello spettacolo, della musica, del giornalismo e dello sport mi hanno aiutato a far sentire agli abitanti della Terra dei fuochi che non sono soli. Hanno risposto in tanti e con una generosità incredibile. Ognuno di loro ha virtualmente adottato un comune. Qualche paese non è sui cartelli (Francolise, Comiziano, Cimitile...), ma questa pagina aspetta le foto di tutte le persone di quei luoghi e non, che vogliano postare il nome di un paese e il suo foglio". In questa foto, Filippa Lagerback. (anna laura de rosa)



Fiorello, Alessia Marcuzzi


 

Selvaggia Lucarelli , Paola Perego

 

Eleonora , Giorgi Emma

 


Rossella Brescia ,Anna Maria Bernardini De Pace 
 


Antonella Clerici, Caterina Balivo, Federica Pellegrini

E' SUCCESSO A MILANO....storia di ordinaria disperazione ... condividi

Angela una donna di 76 anni come tutte le mattine si reca al supermercato "Pam di via Archimede Milano"; tira fuori gli occhiali per controllare i prezzi con cura meticolosa; scarta il prosciutto crudo e il cotto, scarta i salumi, scarta la mozzarella, tutto costa troppo, deve fare una scelta... Sceglie quella con il costo più basso, la infila nel carrello dove ci sono già una scatoletta di tonno e del pan carré. La Signora Angela, si reca verso la corsia dei formaggi, con le dita sfiora il parmigiano, fruga tra i pacchetti alla ricerca di quello meno voluminoso, legge accuratamente ogni prezzo, e poi lo ripone come se avesse un ripensamento sulla scelta. In verità la Signor Angela non ha abbastanza soldi per comprare il formaggio, decide di andare via, ma é un attimo, vede una scatoletta di Tic Tac alla menta abbandonata vicino al banco frigo, la mano scivola verso la casacca e sospinge la piccola scatolina di Tic Tac nella sua borsa. Lei non lo sa, ma la scena viene vista dal direttore del supermercato: «Signora, Signora mi scusi può mostrarmi la sua borsa?» Pochi euro, appena tre prodotti. «Un controllo di rito, dice con un sorriso la guardia, mi segua di là»... Il locale dove si confessano queste minuscole vergogne è un ufficio: lei da una parte, l'anziana dall'altra. «Forse ha dimenticato qualcosa - dice il direttore - sa, a volte capita...» Lei abbassa gli occhi, è rossa in volto, si vergogna, trema... La signora Angela: "É la prima volta, mi creda non sono una ladra; ho lavorato una vita facendo sacrifici per far crescere i miei figli, ed oggi mi trovo qui a rubare una scatoletta di Tic Tac, mi vergogno molto". La scatoletta di Tic Tac alla menta finisce sulla scrivania: il prezzo é € 0.75 centesimi. Nonostante questo, il direttore di nome Valerio non voluto sentire ragioni, ed ha seguito rigidamente il protocollo chiamando la Polizia per denunciare la donna. Arriva la Polizia, dalla macchina scendono 2 agenti di nome Arturo Scongiu e Francesco Console. Racconta Arturo Scongiu uno dei due agenti: «quella vecchina indifesa che si scusava e diceva piangendo di non avere i soldi per pagare le mentine tremava come una foglia, ho capito subito che si trattava di una persona che fa fatica ad arrivare alla fine della prima settimana del mese. Le ho chiesto quanto pigliasse di pensione; lei, nascondendosi dietro il mio collega, mi ha risposto 320 euro. Mi ha fatto pena, ho immaginato mia nonna che non ho più, ho aperto il portafoglio e pagato le mentine al direttore». E il direttore del Pam? «L'ho chiamato in disparte, c'era tanta gente attorno. Gli ho detto due paroline. A questo punto (eravamo tornati davanti al supermercato) dalle persone che si erano raccolte attorno a noi si è levato un applauso spontaneo, pensa che un signore mi è venuto vicino e mi ha chiesto di poter pagare lui la spesa che la signora Angela aveva fatto: una scatoletta di tonno e del pan carrè». Il gesto di questa donna di Milano è solo il simbolo di una parte dell'Italia che è ridotta veramente in situazioni economiche drammatiche, in totale dissonanza con il denaro pubblico sprecato e male usato, denaro pubblico che potrebbe essere messo a disposizione di quelle povere persone che non hanno cosa mangiare all'ora dei pasti. 6.12 FONTI NOTIZIA: Corriere della Sera, Tgcom24, Oggi e molti altri. UNA RIFLESSIONE: I nostri rispettosissimi governanti, riescono a vedere l'enorme disparità di trattamento, e l'enorme ingiustizia di tutto questo? Qualcuno guadagna € 90.000 al mese, altri € 300. Qualcuno ruba Milioni e non succede nulla, Nonna Angela 0,76 centesimi !!!! MESSAGGIO x LA SIGNORA ANGELA: Cara nonna Angela, non vergognarti per la tua azione, è la condizione economica che ti hanno riservato che non rispetta la dignità degli anziani. A noi fa più arrabbiare il gesto del Direttore.... non il tuo ! UN GRANDE ABBRACCIO Siamo per la dignità. FACCIAMO GIRARE QUESTA INGIUSTIZIA. CONDIVIDI.





Donna nuda distrae uomo mentre viene derubato

 si sarebbero presentati presso la villa di un cinquantaquattrenne e la donna, una trentenne di bell’aspetto, ha chiesto se potevano fare un bagno nella sua piscina. L’uomo ha accettato, e non ha avuto obiezioni neppure quando la donna ha chiesto se poteva nuotare nuda. Ma mentre il proprietario della casa (un ex-vicesceriffo) era distratto a guardare la donna notare, il complice si sarebbe introdotto all’interno e avrebbe sottratto denaro, medicinali e anche la vecchia pistola d’ordinanza dell’uomo.

Solo alcune ore dopo che la coppia era andata via il proprietario della casa si è reso conto dell’accaduto, ed ha avvertito la polizia. Gli agenti hanno identificato i sospetti, ma non è stato fatto ancora alcun arresto perché la polizia vuole chiarire bene la dinamica dello strano furto.

mercoledì 2 ottobre 2013

Il corto sull'invenzione dell'amore che sta facendo il giro del web (VIDEO)

Un cortrometraggio toccante, una storia che racconta come l’uomo cerchi sempre qualcosa di più, qualcosa di nuvo di moderno di tecnologico, ma non sa apprezzare quello che ha.Un cortrometraggio toccante, una storia che racconta come l’uomo cerchi sempre qualcosa di più, qualcosa di nuvo di moderno di tecnologico, ma non sa apprezzare quello che ha.

Una storia d’amore dal mondo degli ingranaggi e dei bulloni.Il cortometraggio nasce da due idee, una è l’ispirazione ottenuta dalla regista, animatrice di silhouette tedesca della fine dell’800 Charlotte “Lotte” Reiniger, che fu la prima al mondo a realizzare un lungometraggio di siluette, intitolato Le avventure del principe Achmed (1926) e la seconda proviene dal film di Antony Lucas, The Mysterious Geographic Explorations of Jasper Morello, un viaggio stravagante in un mondo ancor più stravagante.
                              


In questo corto le siluette prendono vita in un mondo di bulloni ed ingranaggi grazie a tecniceh moderne come e programmi come Anime Studio, Photoshop, Apple Motion, Final Cut e Maya.La storia è semplice, parla dell’amore che sboccia tra un inventore a cavallo di un destriero meccanico e la bella donzella amante dei fiori e della natura.
Si sposano e iniziano il viaggio verso la città su di una mongolfiera a forma di cuore che attraversa i cieli… Una volta in città i due sposini iniziano la loro vita ma… Succede qualcosa… Un amore nato in mezzo alla natura non può sopravvivere in città, la lontananza dalla famiglia, dall’erba, dai fiori, dagli animali e sopratutto dalle piante uccide pian piano la giovane sposa, ormai gravemente malata, dallo smog e dalla polvere.




L’uomo è distrutto ma pare non capire e ancora una volta si affida agli ingranaggi, alle viti e bulloni e prova a farla tornare in vita in forma di automa, con un cuore meccanico… ma nulla sarà più come prima…

Scritto e Diretto da Andrey Shushkov



Musiche originali e suoni di Polina Sizova, Anton Melnikov.
La performance del violino è di Anna Gudkova

Musiche non originali di Chopin




Animazione, Design, Compositing, Editing di Andrey Shushkov

Andrey Shushkov è nato nel 1986, e già da piccolo sapeva che voleva creare racconti. Racconti che dovevano diventare reali.
Nel 2005 ha iniziato la scuola di cinema a San Pietroburgo presso l’Università della Cultura e delle Arti. Ha studiato regia, fotografia, sceneggiatura. Nel frattempo impara il più possibile da internet, cerca di scoprire nuove cose e nuovi pensieri e si innamora dell’animazione


ioleggio.net


martedì 1 ottobre 2013

Milano, in via Mercanti è spuntato un sottomarino


Qualcuno ha pensato che fosse un vero incidente, poiché le immagini sono state riprese e postate sui social network: un sottomarino emerso nel pieno centro di Milano, rompendo la pavimentazione tra via dei Mercanti e piazza Cordusio, con tanto di intervento di (finti) vigili del fuoco. In realtà si tratta del lancio di una nuova campagna pubblicitaria all'insegna del 'tutto può accadere'. Non sono stati pochi, però, i milanesi e turisti che si sono soffermati a guardare esterrefatti lo spettacolo surreale di un sottomarino spuntato dalsottosuolo del capoluogo lombardo
                               











Fonte:http://milano.repubblica.it





lunedì 30 settembre 2013

Autoscatti sexy: ma perché lo fate?

Le labbra strette, come se stessero baciando l’aria. Oppure, in un’altra gettonatissima variante, la bocca è socchiusa. Ma c’è anche quella per le meno timide (e non sono poche) in cui è direttamente aperta. E sotto, la cascata di commenti, diversi dei quali non ripetibili. La domanda è: perché lo fanno? Perché ci sono così tante donne che inondano i social network con i loro autoscatti in pose ammiccanti? Domanda ingenua, dirà qualcuno, ma su cui comunque vale la pena riflettere. Perché – a mio avviso – non si può liquidare un fenomeno mondiale come quello del selfie (termine che da qualche settimana è anche entrato a far parte dei dizionari di Oxford), con la solita questione che “alle donne piace provocare”.

Non che gli autoscatti siano una prerogativa solo femminile. Ma la sproporzione è inquietante. E, non bastasse, piuttosto trasversale.

Si va dalle giovanissime che si riprendono da ogni prospettiva – molto amate quelle dall’alto, a favore di scollatura, ma anche le ormai celeberrime foto delle gambe, meglio se in costume, o i primi piani più fetish delle scarpe col tacco (oppure direttamente dei piedi nudi) – fino alle donne un po’ più mature. Ci sono sconosciute, ma anche moltissime donne note (nella foto che abbiamo scelto a corredo di questo post, per dire, c’è una delle molte immagini che Paola Iezzi, del duo Paola e Chiara, ha postato su Twitter). La vanità c’entra, è evidente.


C’entra il desiderio di far vedere a tutto il mondo quanto si è belle (difficilmente viene voglia di condividere foto in cui ci si trova bruttine). Ma, oltre a questo? E, anche se fosse, è un desiderio tale da far dimenticare che magari, pubblicando quello scatto, si rischia anche di essere giudicate (quando va bene) un po’ superficiali? Sbaglia chi le fa o chi giudica?

C’è chi rivendica il diritto a mostrarsi come ciascuno meglio crede, specie in un’epoca in cui siamo ripresi da obiettivi e telecamere di continuo (spesso senza che ce ne rendiamo del tutto conto): l’autoscatto diventerebbe quasi una nuova affermazione; scelgo di farmi vedere così, come voglio io. Non so, in parte c’è del vero anche qui. Ma c’è una differenza quando nell’autoscatto si ammicca, ci si mette palesemente in mostra. L’essere volutamente provocanti in uno scatto non può giustificare le conclusioni affrettate a cui spesso si arriva dopo averlo guardato… le stesse alle quali una volta si arrivava con chi indossava una minigonna… Però anche se da una parte capisco che – semplicemente – ogni tanto una donna possa cedere alla voglia di giocare con la sua immagine, dall’altra spesso mi sorprendo per quanto poco rifletta sulle conseguenze di certe fotografie pubblicate sui social network.


Il rischio di bacchettonismo è altissimo. E vorrei scongiurarlo: l’autoscatto non deve avere necessariamente un’accezione negativa. Ma forse si potrebbe ragionare su quelli che assolutamente sarebbe meglio evitare.

Posso avanzare un suggerimento? L’autoscatto in pose sexy o volutamente provocatorio sui social network dovrebbe essere usato molto cautamente da chiunque abbia più di 29 anni. Le foto dei piedi le eliminerei a prescindere, ma capisco che quello è più che altro un problema mio. I bacini a favore di obiettivo hanno stufato: lasciamoli alle ragazze fino ai 20 anni.Però, davvero, lo dico alle donne: non scivoliamo nel patetico. Anche perché – ascoltando i commenti di molti uomini – sembra che il più delle volte l’effetto non sia quello desiderato: più che far pensare loro “come è bella”, con certe foto smaccatamente sexy si finisce per farli arrivare a riflessioni piuttosto diverse.




Ma da cosa nasce questo desiderio di condividere con milioni di sconosciuti una foto in cui ci si trova attraenti? Quale è il risultato che le donne che lo fanno vorrebbero provocare?

Più che avere dei momenti realmente sensuali, conta che passi l’idea che ci siano? Un po’ come si vede nell’ultimo film di Sofia Coppola, Bling Ring, in cui le giovani, smaliziate protagoniste, passano buona parte del tempo nei locali a mettersi in posa a favore di flash e a studiare espressioni da calendario prima di far partire lo scatto (da condividere subito dopo su tutti i social network). Quasi come per dare l’idea che ci si stia divertendo. Per farlo vedere agli altri. Però quando si è giovani certe cose hanno un peso diverso. Forse mi trovo in sintonia con la teoria di una giornalista che di recente ha scritto sul Guardian di non vedere niente di male negli autoscatti sexy, se arrivano dagli adolescenti visto che, da sempre, giocano con la loro immagine e con il sesso. Come prevedibile, ne è nato un grosso dibattito.


Ma secondo voi? Perché le donne cedono maggiormente al fascino della sexy provocazione? E c’è davvero un’età entro la quale è più accettabile?

twitter @ChiaraMaff

MA NEL 2014 INIZIERÀ DAVVERO UNA PICCOLA ERA GLACIALE?

Mi verrebbe da dire che la delusione per il modo con cui si stanno ultimamente trattando temi a carattere climatico raggiunge livelli tali per cui subentra anche una certa rassegnazione ed uno si chiede allora quale importanza abbia richiamare ad un corretto approccio scientifico quando si va dietro all’audience a tutti i costi, tirando in ballo argomenti così complessi e così delicati come quelli di una proiezione stagionale o, addirittura, di una drastica variazione climatica. Fino a qualche tempo fa, ci si preoccupava di far capire alla gente comune come non fosse corretto affermare, per esempio, che... “i forti temporali avvenuti in un determinato giorno, in una città, erano colpa del cambiamento climatico” ed al tempo stesso si provava invece a spiegare che era l’osservazione del trend dei fenomeni intensi, a scala globale e su lunghe scale temporali, a far capire come fosse in atto un’estremizzazione del clima stesso. Errori di valutazione che potevano essere tutto sommato tollerati, in confronto a ciò che abbiamo ascoltato negli ultimi mesi, in cui le notizie che si sono rincorse sono diventate ancora più assordanti e rumorose.


Non è bastata, infatti, la notizia dell’anno senza estate circolata nel maggio scorso: adesso, siamo passati addirittura alla previsione dell’arrivo di una Piccola Era Glaciale che, secondo alcuni studiosi, dovrebbe iniziare nel 2014. Cioè tra un anno circa, a causa della scarsa attività solare. Immaginiamoci quindi adesso – e qui ci vuole davvero uno grosso sforzo di fantasia – l’arrivo di un fenomeno emisferico che si svilupperebbe allora, in proporzione, con la stessa rapidità con cui si innesca per esempio un temporale pomeridiano in un caldo pomeriggio estivo. Ribadisco... “in proporzione”, perché se facciamo due conti troviamo subito che 30 minuti (tempo di innesco del temporale)stanno a 24 ore (scala dell’evoluzione meteorologica) come un anno (tempo di innesco della Piccola Era Glaciale, secondo alcuni studiosi) sta a circa 50 anni (scala per capire se ci sono state apprezzabili variazioni climatiche). Sarebbe allora come dire che i tempi di sviluppo del tempo coincidono, sempre in proporzione, con quelli del clima. E questo, che è il primo concetto che si insegna in un corso di climatologia, non è assolutamente vero.

Affrontato il doveroso discorso sulle scale temporali del clima, veniamo all’analisi dei dati. Perché se si parla dell’arrivo di una Piccola Era Glaciale, non si può non prendere in considerazione lo stato di salute del pianeta Terra, espresso dalla sua temperatura media globale anno per anno. Tenendo sempre in considerazione i lunghi tempi che necessita la macchina climatica per cambiare passo, è necessario che per ipotizzare, anche lontanamente, l’imminente arrivo di una Piccola Era Glaciale debba essere presente un segnale conclamato di raffreddamento del sistema, evidenziato da un calo della sua temperatura media globale, e per di più questa nuova tendenza dovrebbe essere visibile da almeno una decina di anni. Perché... anche in questi casi... una rondine non fa primavera! Commentiamo allora il grafico dell’andamento della temperatura terrestre, limitandoci in particolare agli Anni Duemila, che più di tutti cadono sotto i riflettori proprio per la dibattuta questione sul fatto che il Global Warming sia o meno in fase calante.

Dal grafico (fig. 1) si può innanzitutto osservare, dall’altezza di ogni barra, come nell’ultimo decennio cadano gli anni più caldi di sempre: il record assoluto del 1998, anno in cui l’anomalia della temperatura media globale aveva raggiunto il valore di +0.63 °C, è stato superato prima nel 2005 (+0.65 °C) e poi nel 2010 (+0.66 °C), cioè appena tre anni fa. Se tracciamo ora la media mobile su un periodo di 11 anni (linea rossa), che è l’intervallo ottimale per iniziare ad apprezzare minime variazioni climatiche (la questione è puramente statistica e la scelta di tale periodo non c’entra nulla con i cicli solari), allora possiamo osservare come l’inclinazione della linea si sia mantenuta pressoché costante da metà degli Anni Settanta fin quasi ai giorni nostri: un segnale, questo, che si traduce in pratica con un aumento costante del Global Warming. Se poi vogliamo andare a cercare il cosiddetto “ago nel pagliaio”, si potrebbe anche abbozzare l’ipotesi che la curva sia diventata meno inclinata negli ultimi 5 anni, ma non è certo questo un segnale di arretramento del riscaldamento terrestre: anzi, fino a prova contraria, questo significa che l’aumento della temperatura, in relazione all’ultimo lustro, potrebbe aver rallentato, ma è sempre presente e con la freccia che continua a puntare verso l’alto. Non si evidenza quindi alcun segnale di arresto (perché altrimenti la linea rossa si sarebbe appiattita) e nemmeno di calo (perché altrimenti la linea rossa avrebbe invertito la linea di tendenza).

Per di più, ammesso che questa inversione ci fosse stata, ci saremmo di certo trovati un pianeta in uno stato febbrile non indifferente, perché lo avremmo trovato più caldo ancora di almeno mezzo grado, almeno in una prima fase. Se questo è lo stato attuale, si ritiene scorretto affermare, in base solo alla bassa attività solare in atto (fig. 2), che l’anno prossimo (o giù di lì, non volendo proprio prendere l’affermazione ad litteram) inizi una Piccola Era Glaciale. Per i due motivi che abbiamo spiegato: ovvero per i tempi necessari al clima per cambiare passo e per un raffreddamento che, seguendo i tempi tipici delle minime variazioni del sistema, ancora non si percepisce affatto a livello globale. Ciò non toglie l’interesse che può suscitare questa fase di stanca della nostra stella, legata alla sua bassa attività, proprio sui risvolti che potrebbe avere in futuro sul clima terrestre, ma si tratta di un terreno che va sondato più volte prima di appoggiarci il piede, dal momento che il rischio di imbattersi in... sabbie mobili è estremamente elevato. Bisogna solo avere la pazienza di aspettare l'evolvere degli eventi e cercare conferma in nuovi dati sperimentali.

Le scene da “The day after tomorrow”, quindi, le lasciamo volentieri al cinema ed ai suoi effetti speciali...

ARTICOLO A CURA DI:Andrea Corigliano