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giovedì 3 ottobre 2013

La campagna degli attori per la Terra dei fuochi (foto)

"La Terra dei fuochi non è sola". E' la campagna lanciata da artisti e sportivi sul social network Facebook per salvare i comuni della provincia di Napoli. Negli autoscatti 67 persone tra artisti, giornalisti e noti professionisti posano con un cartello che esibisce il nome del comune adottato. Da Caserta a Casal di Principe a Santa Maria Capua Vetere. Tra i protagonisti della campagna promossa da Selvaggia Lucarelli, volti noti del grande e piccolo schermo come Fiorello, Eleonora Giorgi, Federica Pellegrini, Alessia Marcuzzi, Paola Perego, Emma Marrone, l'avvocato Anna Maria Bernardini Pace, Filippa Lagerback. E ancora il cestista Danilo Gallinari, il comico Enzo Salvi e la giornalista Mia Ceran. "Questa pagina - si legge nella nota diffusa a sostegno della campagna - è una piccola luce accesa sul dramma che vive la Terra dei fuochi, che comprende i circa ottanta comuni tra Napoli e Caserta, avvelenati da roghi e rifiuti tossici, seppelliti negli anni dalla camorra (pagata dalle aziende del Nord che volevano sbarazzarsene) sotto case, scuole, campi sportivi, terreni agricoli. Nella Terra dei fuochi ogni giorno qualcuno si ammala di tumore, leucemia e altre malattie. Tutto è contaminato: acqua, aria, frutta, verdura. Muoiono bambini, adulti e una terra in cui un tempo i ragazzi potevano giocare a pallone senza avere paura dell'erba. 67 amici e personaggi del mondo dello spettacolo, della musica, del giornalismo e dello sport mi hanno aiutato a far sentire agli abitanti della Terra dei fuochi che non sono soli. Hanno risposto in tanti e con una generosità incredibile. Ognuno di loro ha virtualmente adottato un comune. Qualche paese non è sui cartelli (Francolise, Comiziano, Cimitile...), ma questa pagina aspetta le foto di tutte le persone di quei luoghi e non, che vogliano postare il nome di un paese e il suo foglio". In questa foto, Filippa Lagerback. (anna laura de rosa)



Fiorello, Alessia Marcuzzi


 

Selvaggia Lucarelli , Paola Perego

 

Eleonora , Giorgi Emma

 


Rossella Brescia ,Anna Maria Bernardini De Pace 
 


Antonella Clerici, Caterina Balivo, Federica Pellegrini

E' SUCCESSO A MILANO....storia di ordinaria disperazione ... condividi

Angela una donna di 76 anni come tutte le mattine si reca al supermercato "Pam di via Archimede Milano"; tira fuori gli occhiali per controllare i prezzi con cura meticolosa; scarta il prosciutto crudo e il cotto, scarta i salumi, scarta la mozzarella, tutto costa troppo, deve fare una scelta... Sceglie quella con il costo più basso, la infila nel carrello dove ci sono già una scatoletta di tonno e del pan carré. La Signora Angela, si reca verso la corsia dei formaggi, con le dita sfiora il parmigiano, fruga tra i pacchetti alla ricerca di quello meno voluminoso, legge accuratamente ogni prezzo, e poi lo ripone come se avesse un ripensamento sulla scelta. In verità la Signor Angela non ha abbastanza soldi per comprare il formaggio, decide di andare via, ma é un attimo, vede una scatoletta di Tic Tac alla menta abbandonata vicino al banco frigo, la mano scivola verso la casacca e sospinge la piccola scatolina di Tic Tac nella sua borsa. Lei non lo sa, ma la scena viene vista dal direttore del supermercato: «Signora, Signora mi scusi può mostrarmi la sua borsa?» Pochi euro, appena tre prodotti. «Un controllo di rito, dice con un sorriso la guardia, mi segua di là»... Il locale dove si confessano queste minuscole vergogne è un ufficio: lei da una parte, l'anziana dall'altra. «Forse ha dimenticato qualcosa - dice il direttore - sa, a volte capita...» Lei abbassa gli occhi, è rossa in volto, si vergogna, trema... La signora Angela: "É la prima volta, mi creda non sono una ladra; ho lavorato una vita facendo sacrifici per far crescere i miei figli, ed oggi mi trovo qui a rubare una scatoletta di Tic Tac, mi vergogno molto". La scatoletta di Tic Tac alla menta finisce sulla scrivania: il prezzo é € 0.75 centesimi. Nonostante questo, il direttore di nome Valerio non voluto sentire ragioni, ed ha seguito rigidamente il protocollo chiamando la Polizia per denunciare la donna. Arriva la Polizia, dalla macchina scendono 2 agenti di nome Arturo Scongiu e Francesco Console. Racconta Arturo Scongiu uno dei due agenti: «quella vecchina indifesa che si scusava e diceva piangendo di non avere i soldi per pagare le mentine tremava come una foglia, ho capito subito che si trattava di una persona che fa fatica ad arrivare alla fine della prima settimana del mese. Le ho chiesto quanto pigliasse di pensione; lei, nascondendosi dietro il mio collega, mi ha risposto 320 euro. Mi ha fatto pena, ho immaginato mia nonna che non ho più, ho aperto il portafoglio e pagato le mentine al direttore». E il direttore del Pam? «L'ho chiamato in disparte, c'era tanta gente attorno. Gli ho detto due paroline. A questo punto (eravamo tornati davanti al supermercato) dalle persone che si erano raccolte attorno a noi si è levato un applauso spontaneo, pensa che un signore mi è venuto vicino e mi ha chiesto di poter pagare lui la spesa che la signora Angela aveva fatto: una scatoletta di tonno e del pan carrè». Il gesto di questa donna di Milano è solo il simbolo di una parte dell'Italia che è ridotta veramente in situazioni economiche drammatiche, in totale dissonanza con il denaro pubblico sprecato e male usato, denaro pubblico che potrebbe essere messo a disposizione di quelle povere persone che non hanno cosa mangiare all'ora dei pasti. 6.12 FONTI NOTIZIA: Corriere della Sera, Tgcom24, Oggi e molti altri. UNA RIFLESSIONE: I nostri rispettosissimi governanti, riescono a vedere l'enorme disparità di trattamento, e l'enorme ingiustizia di tutto questo? Qualcuno guadagna € 90.000 al mese, altri € 300. Qualcuno ruba Milioni e non succede nulla, Nonna Angela 0,76 centesimi !!!! MESSAGGIO x LA SIGNORA ANGELA: Cara nonna Angela, non vergognarti per la tua azione, è la condizione economica che ti hanno riservato che non rispetta la dignità degli anziani. A noi fa più arrabbiare il gesto del Direttore.... non il tuo ! UN GRANDE ABBRACCIO Siamo per la dignità. FACCIAMO GIRARE QUESTA INGIUSTIZIA. CONDIVIDI.





martedì 1 ottobre 2013

Milano, in via Mercanti è spuntato un sottomarino


Qualcuno ha pensato che fosse un vero incidente, poiché le immagini sono state riprese e postate sui social network: un sottomarino emerso nel pieno centro di Milano, rompendo la pavimentazione tra via dei Mercanti e piazza Cordusio, con tanto di intervento di (finti) vigili del fuoco. In realtà si tratta del lancio di una nuova campagna pubblicitaria all'insegna del 'tutto può accadere'. Non sono stati pochi, però, i milanesi e turisti che si sono soffermati a guardare esterrefatti lo spettacolo surreale di un sottomarino spuntato dalsottosuolo del capoluogo lombardo
                               











Fonte:http://milano.repubblica.it





lunedì 30 settembre 2013

MA NEL 2014 INIZIERÀ DAVVERO UNA PICCOLA ERA GLACIALE?

Mi verrebbe da dire che la delusione per il modo con cui si stanno ultimamente trattando temi a carattere climatico raggiunge livelli tali per cui subentra anche una certa rassegnazione ed uno si chiede allora quale importanza abbia richiamare ad un corretto approccio scientifico quando si va dietro all’audience a tutti i costi, tirando in ballo argomenti così complessi e così delicati come quelli di una proiezione stagionale o, addirittura, di una drastica variazione climatica. Fino a qualche tempo fa, ci si preoccupava di far capire alla gente comune come non fosse corretto affermare, per esempio, che... “i forti temporali avvenuti in un determinato giorno, in una città, erano colpa del cambiamento climatico” ed al tempo stesso si provava invece a spiegare che era l’osservazione del trend dei fenomeni intensi, a scala globale e su lunghe scale temporali, a far capire come fosse in atto un’estremizzazione del clima stesso. Errori di valutazione che potevano essere tutto sommato tollerati, in confronto a ciò che abbiamo ascoltato negli ultimi mesi, in cui le notizie che si sono rincorse sono diventate ancora più assordanti e rumorose.


Non è bastata, infatti, la notizia dell’anno senza estate circolata nel maggio scorso: adesso, siamo passati addirittura alla previsione dell’arrivo di una Piccola Era Glaciale che, secondo alcuni studiosi, dovrebbe iniziare nel 2014. Cioè tra un anno circa, a causa della scarsa attività solare. Immaginiamoci quindi adesso – e qui ci vuole davvero uno grosso sforzo di fantasia – l’arrivo di un fenomeno emisferico che si svilupperebbe allora, in proporzione, con la stessa rapidità con cui si innesca per esempio un temporale pomeridiano in un caldo pomeriggio estivo. Ribadisco... “in proporzione”, perché se facciamo due conti troviamo subito che 30 minuti (tempo di innesco del temporale)stanno a 24 ore (scala dell’evoluzione meteorologica) come un anno (tempo di innesco della Piccola Era Glaciale, secondo alcuni studiosi) sta a circa 50 anni (scala per capire se ci sono state apprezzabili variazioni climatiche). Sarebbe allora come dire che i tempi di sviluppo del tempo coincidono, sempre in proporzione, con quelli del clima. E questo, che è il primo concetto che si insegna in un corso di climatologia, non è assolutamente vero.

Affrontato il doveroso discorso sulle scale temporali del clima, veniamo all’analisi dei dati. Perché se si parla dell’arrivo di una Piccola Era Glaciale, non si può non prendere in considerazione lo stato di salute del pianeta Terra, espresso dalla sua temperatura media globale anno per anno. Tenendo sempre in considerazione i lunghi tempi che necessita la macchina climatica per cambiare passo, è necessario che per ipotizzare, anche lontanamente, l’imminente arrivo di una Piccola Era Glaciale debba essere presente un segnale conclamato di raffreddamento del sistema, evidenziato da un calo della sua temperatura media globale, e per di più questa nuova tendenza dovrebbe essere visibile da almeno una decina di anni. Perché... anche in questi casi... una rondine non fa primavera! Commentiamo allora il grafico dell’andamento della temperatura terrestre, limitandoci in particolare agli Anni Duemila, che più di tutti cadono sotto i riflettori proprio per la dibattuta questione sul fatto che il Global Warming sia o meno in fase calante.

Dal grafico (fig. 1) si può innanzitutto osservare, dall’altezza di ogni barra, come nell’ultimo decennio cadano gli anni più caldi di sempre: il record assoluto del 1998, anno in cui l’anomalia della temperatura media globale aveva raggiunto il valore di +0.63 °C, è stato superato prima nel 2005 (+0.65 °C) e poi nel 2010 (+0.66 °C), cioè appena tre anni fa. Se tracciamo ora la media mobile su un periodo di 11 anni (linea rossa), che è l’intervallo ottimale per iniziare ad apprezzare minime variazioni climatiche (la questione è puramente statistica e la scelta di tale periodo non c’entra nulla con i cicli solari), allora possiamo osservare come l’inclinazione della linea si sia mantenuta pressoché costante da metà degli Anni Settanta fin quasi ai giorni nostri: un segnale, questo, che si traduce in pratica con un aumento costante del Global Warming. Se poi vogliamo andare a cercare il cosiddetto “ago nel pagliaio”, si potrebbe anche abbozzare l’ipotesi che la curva sia diventata meno inclinata negli ultimi 5 anni, ma non è certo questo un segnale di arretramento del riscaldamento terrestre: anzi, fino a prova contraria, questo significa che l’aumento della temperatura, in relazione all’ultimo lustro, potrebbe aver rallentato, ma è sempre presente e con la freccia che continua a puntare verso l’alto. Non si evidenza quindi alcun segnale di arresto (perché altrimenti la linea rossa si sarebbe appiattita) e nemmeno di calo (perché altrimenti la linea rossa avrebbe invertito la linea di tendenza).

Per di più, ammesso che questa inversione ci fosse stata, ci saremmo di certo trovati un pianeta in uno stato febbrile non indifferente, perché lo avremmo trovato più caldo ancora di almeno mezzo grado, almeno in una prima fase. Se questo è lo stato attuale, si ritiene scorretto affermare, in base solo alla bassa attività solare in atto (fig. 2), che l’anno prossimo (o giù di lì, non volendo proprio prendere l’affermazione ad litteram) inizi una Piccola Era Glaciale. Per i due motivi che abbiamo spiegato: ovvero per i tempi necessari al clima per cambiare passo e per un raffreddamento che, seguendo i tempi tipici delle minime variazioni del sistema, ancora non si percepisce affatto a livello globale. Ciò non toglie l’interesse che può suscitare questa fase di stanca della nostra stella, legata alla sua bassa attività, proprio sui risvolti che potrebbe avere in futuro sul clima terrestre, ma si tratta di un terreno che va sondato più volte prima di appoggiarci il piede, dal momento che il rischio di imbattersi in... sabbie mobili è estremamente elevato. Bisogna solo avere la pazienza di aspettare l'evolvere degli eventi e cercare conferma in nuovi dati sperimentali.

Le scene da “The day after tomorrow”, quindi, le lasciamo volentieri al cinema ed ai suoi effetti speciali...

ARTICOLO A CURA DI:Andrea Corigliano


sabato 28 settembre 2013

LA GUERRA DEI DISCOUNT: EUROSPIN OFFRE 200MILA EURO, LIDL LA SPESA GRATIS

ROMA - Con la crisi che 'serpeggia' nel Paese, è iniziata la guerra dei discount, che cercano di accaparrarsi più clienti possibili a colpi di promozione. Ormai le famiglie cercano di risparmiare il più possibile, così ogni discount ha preparato un'offerta accattivante per tutte le 'tasche'. Per esempio l'Eurospin, regala per ogni 25 euro di spesa un biglietto per vincere la 'Casa dei tuoi sogni', ovvero un'abitazione da 200mila euro, acquistabile sul territorio italiano. Ma i premi non finiscono qui, visto che è possibile vincere anche una crociera nel Mediterraneo o dei buoni acquisto. Il Lidl ha trovato una pronta risposta: la spesa gratis per 20 anni a chi indovina il valore di un carrello virtuale. La sfida è iniziata.

Fonte: leggo.it

Le torte di Sara

Io, che ero a Caivano ieri mattina, vi maledico Politici ciechi e industriali del Nord complici della camorra. Sono stata male a respirare quei veleni

venerdì 27 settembre 2013 - 06:13
DI ILARIA PUGLIA
La nostra cronista Ilaria Puglia era a Caivano ieri mattina, quando la Forestale ha sequestrato quel campo pieno di bidoni tossici. Questo articolo non è solo il resoconto di quello che è stato trovato ma è anche un atto di accusa di una donna, di una mamma, di una cittadina del Sud, per lo stupro ambientale che è stato compiutoEro a Caivano, ieri mattina. Con un taccuino, un cellulare e il tablet, a dettagliare un orrore di proporzioni epiche, un disastro ambientale senza precedenti, un genocidio autorizzato e senza speranze. Ero a Caivano, ieri mattina, a respirare solventi e vernici.
velenipugliaMi sono entrati dentro, nel naso, negli occhi, mi hanno 


afferrato lo stomaco e strappato l’anima, mi hanno fatto venire la nausea. La testa ha iniziato a girare ma sono rimasta lì a documentare. Mentre sentivo l’odore del solvente arrivarmi in gola (protetta dalla mascherina antismog, che era come non aver niente davanti alla bocca), mi dicevo: “Se sto qui, se riprendo tutto, se respiro quest’aria e racconto la devastazione di questa terra, se mostro la strage degli innocenti, delle centinaia di bambini che muoiono ogni giorno sotto gli occhi di tutti, forse la gente capirà, forse qualcosa si muoverà”. E allora perché non si muove nulla? Perché non ci muoviamo tutti noi?
Sono stata male tutto il giorno, di un male fisico, morale, di un male che non so neppure se sono capace di descrivere. Sono stata male a guardare quella terra, terra sana rimestata a veleno, terra coltivata, terra buona e cattiva assieme, che per anni ha dato frutti malati, velenosi, marci, che hanno avvelenato tutti noi, tutti. Sono stata male a guardare i residui di spazzatura che hanno insospettito i tecnici dell’Arpac, a pensare alle rilevazioni aeree, a quelle geotermiche, al lavoro della Forestale. Sono stata male a guardare quei pochi uomini e donne che si fanno in quattro per fare indagini, rilevamenti, sequestri e scavi. Sono talmente pochi che ti chiedi come facciano a fare tutto e a farlo così bene. Come facciano a sopravvivere di fronte alla burocrazia, più velenosa dei solventi, a delle istituzioni inerti e mute, di fronte a tutto lo scempio cui sono costretti ad assistere ogni giorno. Ti chiedi se ce la faranno, a fare in fretta, con tutte le indagini in corso, se ci salveranno tutti presto. E ti chiedi cosa ci stiano a fare commissari per le bonifiche, commissari per i roghi, ministri, deputati, assessori, presidenti, perché dobbiamo pagare loro lauti stipendi per non fare un cazzo, dopo vent’anni di denunce, dopo vent’anni che tutto questo è già noto e arcinoto. Perché lo sanno tutti.
I bidoni di oggi provengono da Milano. C’è una foto scattata da Sergio Siano (agenzia Newfotosud per “Il Mattino”) che lo documenta e che mostriamo. Milano, Lombardia. Vi dico io com’è andata: dei nordici bastardi industriali avevano dei rifiuti tossici da smaltire, ma lo smaltimento in regola costava troppo e, allora, questi gran geni che fanno? Si rivolgono alle ditte illecite, casalesi e non, ditte campane, perché no, mica era la loro la terra che stavano intossicando. Sapevano cosa facevano, ha ragione Patriciello, lo sapevano e l’hanno fatto lo stesso. Perché? Per denaro. Per risparmiare denaro. Chissenefrega se la gente muore. Magari hanno anche ucciso dei loro parenti, figli, fratelli, ma di fronte ai soldi si sono venduti anche le mamme.
Ditemi: come si fa a non desiderare la morte dei criminali che hanno fatto questo? Come si fa a non desiderare che il cancro invada le loro case e non più solo quelle dei piccoli bambini che muoiono ogni giorno? Sì, sono una pessima cristiana, ma non sono moralista, oggi proprio no.
Ieri, mentre ero lì, è arrivato Padre Maurizio. Avvilito, con il dolore a segnargli il volto. Camminava pianissimo, ai margini dell’area dove hanno trovato i bidoni interrati. Non avrebbe voluto vedere, perché nessuno dovrebbe, nessuno vorrebbe. Io non sono una donna di Chiesa, forse non ho più neanche la fede, forse non l’ho mai avuta, ma vedere quel grande uomo camminare come fosse piccolo piccolo mi ha riempito il cuore di una tristezza nuova, una tristezza solitaria.
“Mi perdoni, padre – avrei voluto dirgli – Ci perdoni tutti. Per non aver capito in tempo, per non aver denunciato prima, per non aver perso il sonno e la fame e la fantasia già anni e anni fa, come soltanto qualcuno di noi giornalisti ha fatto. Mi perdoni per esserci arrivata così tardi. Non sarà mai abbastanza quello che facciamo per questa terra”.
E l’ho visto, padre Maurizio, cercare con gli occhi il generale Sergio Costa, il comandante della Forestale. E Costa, che parlava con l’agricoltore proprietario del fondo avvelenato, lasciare tutto e raggiungere un uomo che è diventato un faro, l’unico faro di questa terra disgraziata. E ho visto padre Maurizio baciare le mani a Costa. Baciargli le mani perché sta facendo il suo lavoro, perché lo sta facendo bene, come dovrebbero fare tutti, a ogni livello e grado. Mi sono commossa, mi è venuto da piangere, da vomitare, ho barcollato un attimo per cacciare via la voglia di urlare e afferrare quella terra a manciate e partire per Roma e farla ingoiare a ministri e politicanti da strapazzo, a De Biase che continua a sparare frasi sconnesse, alla De Girolamo che a distanza di tre mesi dalla sua promessa ancora non ci ha mandato un’ombra di task force, alla Lorenzin e ai suoi stili di vita ridicoli, a Caldoro e a tutti i sindaci: DOVE SIETE? Vi dovete vergognare, tutti!
Un prete, un prete di periferia, che le istituzioni hanno anche offeso, è il catalizzatore dell’orrore, degli umori, di una battaglia che dovrebbe essere di tutti. L’unico.
Dovreste prendere le vostre poche cose, i vostri piccoli spiriti, le vostre piccole anime e coscienze e interrarvi voi nella terra malata, per sempre, tumularvi a vita. Voi che non siete in grado di spendere una parola una che sia intelligente, o logica, o almeno compassionevole. Voi che per anni non vi siete degnati di guardare in faccia il problema, voi che non venite qui a stringere tra le braccia ognuna di quelle mamme che hanno perso i figli per colpa anche vostra. Esistono, quelle mamme, esistono i morti, i malati, sono in ogni famiglia. Ma cosa volete di più per avere l’evidenza? A cosa vi servono i dati scientifici? E quali?
E dov’è la tracciabilità fiscale? Migliaia di imprese fuorilegge, di agricoltori che non dovrebbero essere lì ma che invece ci servono a tavola la morte. E voi? Dove siete tutti voi? A sparare proposte assurde e stupide in Parlamento, a fare leggi che non saranno mai applicate, a passeggiare per Roma indossando un abito buono. Certo, sono più importanti i voti di tutti i latifondisti incauti e assassini della vita di tutti noi. E allora dovete morire all’inferno, soffrire, come soffriamo noi, come soffre la terra che un giorno fu fiorente.
E io vi maledico, chi ha contribuito a questo orrore e chi non fa nulla per fermarlo. Non della maledizione di padre Patriciello, la maledizione cristiana, no. Vi maledico della maledizione più profana che esista, con tutto l’odio di cui sono capace, con l’odio di cui dovrebbero essere capaci tutti, se solo avessero un minimo di buon senso. Me lo carico tutto addosso, quell’odio. E me ne frego del moralismo, del perbenismo, del nonsifa. Perché sono una cronista, ma sono anche una mamma, sono una cittadina. E questa è la MIA terra.
Sono venuti da Milano per interrare il cancro. Interrano ogni giorno anche i campani, e si ammazzano da soli. Ma che razza di popolo siamo? Ma come ci siamo ridotti? Io non sono così. Io non sono come voi. Io, la mattina, quando mi guardo allo specchio, posso ancora essere fiera di ciò che vedo.
Aumentate immediatamente il numero degli agenti del corpo della Forestale, subito, domani. Date loro carta bianca su tutto, regalategli rilevatori geotermici a bizzeffe, perché senza quelli non si sarebbe trovato neanche un fusto. Condividete le indagini, tutti voi, corpi di polizia, carabinieri, tecnici e chiunque possa fare qualcosa. Qui non c’è personalismo che tenga, la battaglia è unica, di tutti, per tutti, viviate a Caivano, Chiaia o Canicattì, la morte a tavola riguarda tutti voi.
Dovreste inginocchiarvi di fronte a noi e chiederci soltanto perdono. E non ve lo daremmo lo stesso. Vergognosi, ecco quello che siete. Vergognosi. Mi fate vomitare. Come quei veleni di merda che ho respirato ieri mattina per ore. Ma sono viva e lotterò fino alla fine. Maledetti voi, vi fermeremo. In qualche modo vi fermeremo. Tanto ci avete già uccisi. Ribelliamoci, per la miseria. Ribelliamoci!

LE FOTO SONO DI SERGIO SIANO (Agenzia Newfotosud – Il Mattino)


giovedì 26 settembre 2013

PAPA', MI FAI MALE!

PAPA', MI FAI MALE!
Questa è una storia vera e se non la leggi tutta e lasci perdere vuole dire che non hai anima!

Io mi chiamo Kris, ho tre anni, i miei occhi sono gonfi: non posso vedere. Devo essere stupido, cattivo, cos altro può essere perchè mio papà sia così arrabbiato! Voglio essere più buono, voglio essere anche più bello allora forse mia mamma mi abbraccerà per una volta. Non posso fare uno sbaglio non posso parlare per niente perchè se lo faccio mi chiudono per tutto il giorno. Quando mia mamma tornerà cercherò di essere buono e forse me la svignerò e verrò colpito solo una volta questa notte. Ho appena sentito il rumore di una macchina mio babbo sta tornando dal bar di Charli. Lo sento come bestemmia; sento anche il mio nome. Mi attacco al muro, cerco di nascondermi dai suoi occhi maligni.. Ho tanta paura adesso, ho cominciato a piangere, mi trova che sto piangendo e mi dice parole brutte, mi dice che è colpa mia se ha dei problemi col lavoro. Lui mi colpisce e mi dà calci.. Alla fine riesco a scappare e corro verso la porta; lui l'ha già chiusa a chiave, piango e grido dalla paura.. Lui mi prende e mi tira verso il muro durissimo, cado a terra, con le ossa quasi rotte, e mio babbo continua a dirmi parole ancora più brutte.. "MI DISPIACE" Grido io, ma ormai è troppo tardi.. Il suo viso è curvato, non riesco a descrivere la forma.. La sofferenza ed il dolore, ancora e ancora.. Oh mio Dio, abbi pietà, fallo smettere.. E lui alla fine smette e và verso la porta, finchè io sto senza muovermi, sdraiato a terra.. Il mio nome è Kris, ho tre anni, e questa sera il mio babbo mi ha ucciso: anche tu puoi aiutarmi. [La mia anima soffre] Se leggi questo e non lasci perdere, pregherò per il vostro perdono, ma dovete essere persone senza cuore se la mia storia non vi ha fatto commuovere.. Se la mia storia vi sta a cuore, fate qualcosa, quello che vi chiedo è di condividerla e di farla girare.

Se anche voi siete contro la violenza dei bambini condividete questo post con il titolo "PAPA', MI FAI MALE"


martedì 24 settembre 2013

Bratislava, le testimonianze ‘simile a un grande grido’. Il nuovo video

Paura a Bratislava, la popolazione ‘come urla inquietanti’

Decisamente bizzarro ed inquietante quanto avvenuto nei pressi di Bratislava circa 3 giorni fa, quando un vero e proprio ‘grido’ veniva avvertito tra i cieli di tutta la città, provocando panico e terrore tra la popolazione:” lo abbiamo sentito tutti, alcuni credono che si tratti di uno scherzo, ma non è così, abbiamo avuto tantissima paura perchè non riuscivamo a capire da dove provenisse il suono. Speriamo di non udire più una cosa del genere”.
Testimonianze simili, ma non uguali, tuttavia, a quanto avvenuto in Canada qualche settimana fa, momento in cui veniva avvertito un suono metallico ripreso anche in quell’occasione nel dettaglio dalle persone che vivevano nel paesino. Questo poco sotto, uno dei nuovi video che sono stati diffusi e che dimostrano come il fenomeno a Bratislava non sia avvenuto solamente di notte, ma anche in pieno giorno.




Fonte; centrometeoitaliano.it

domenica 22 settembre 2013

Staffelli su Twitter: “Ecco gli abusi di potere della Polizia. Una vergogna!”


Valerio Staffelli denuncia tramite Twitter un abuso di potere delle forze dell'Ordine. Davvero vergognoso
Valerio Staffelli, pur non essendo in servizio per Striscia la Notizia, ha denunciato tramite il suo Twitter una vicenda davvero scandalosa: a Saronno e a Mantova, due parcheggi riservati ai disabili occupati dalle macchine della polizia locale.

Le foto sono state scattate poco tempo fa. A Saronno durante il giorno del mercato cittadino: il parcheggio in questione è situato proprio ad un passo dall'entrata del mercato.

“Siori vigili, il pollo arrosto non ci compra all'orario di servizio! E poi non si raffredda se fate due passi in più” cinguetta ironicamente Staffelli, sottolineando la gravità dell’episodio. Pochi giorni fa è stata inviata a Staffelli un’altra foto che, scattata nel mese di agosto in un centro commerciale di Mantova, che si commenta da sola. Anche questa volta, auto della polizia parcheggiata in un parcheggio per disabili. Stessa scena insomma.
“Speravamo che le foto ricevute finora fossero casi isolati; pare invece che anche chi dovrebbe dare l’esempio non rispetti la segnaletica e, soprattutto, la condizione e l’esigenza di un diversamente abile”scrive il giornalista. Molti i cittadini indignati che hanno commentato e condiviso il post su Twitter.
visita il sito venalfre



venerdì 20 settembre 2013

Bellissima, vale la pena di leggerla tutta.

Gli uomini fanno fatica a dire ti amo. Lo dicono solo in caso di estrema necessità, tipo quando proprio non ne possono fare a meno, sennò dicono dei surrogati. Dei derivati del ti amo. Che fanno danni come i derivati delle banche. Dite delle cose tipo: sei molto importante per me. E cosa vuol dire molto importante? Anche non pestare una cacca di cane prima di portare le scarpe al calzolaio è molto importante, ma non è mica la stessa cosa che dire ti amo. Dite cose tipo: Mi fai stare bene. Ma mi fai stare bene lascialo dire a Biagio Antonacci. Dillo al tuo medico Shiatzu quando ti schiaccia i piedi per metterti a posto la cervicale. Oppure sprecate quelle parole tipo tesoro, meraviglia, splendore. Ma splendore cosa? Guardami. Splendo? Non sono mica una plafoniera? Ma dite ti amo, pezzi di cretini! Se la prima volta vi vergognate mettete la testa nel sacchetto del pane?! Dite “ti amo” mentre vi lavate i denti? Sglrlb? Va bene anche quello. Poi al limite cambiate idea. Dire una volta ti amo non crea nè impotenza nè assuefazione.
Poi il bello è che non capite nulla anche quando siamo noi a dirvi parole d’amore. Se vi diciamo cose romantiche tipo: Amore, guarda che luna.. voi rispondete: Minchia l’una? Pensavo fossero le undici. Andiamo che mi è scaduto il parcheggio. Ma noi vi amiamo lo stesso. Cosi come siete. Vi amiamo anche quando…vi vantate di aver scritto il vostro nome facendo pipì sulla neve, amiamo i vostri piedi anche se sono armi di distruzione di massa, vi amiamo anche se di notte russate che ci sembra di dormire ai piedi dello Stromboli, vi amiamo anche se per trovarvi per casa basta seguire le tracce come per gli animali servatici, giacca, camicia, canotta, tutto lasciato per terra finchè sul divano non trovi un tizio con la felpa della Sampdoria che gioca alla Playstation, vi amiamo quando per fare un caffè ne spargete un quarto sul tappetino e due quarti sul gas. E poi dite che viene leggero.
Vi amiamo quando avvitate la caffettiera fino allo spasimo che per aprirla dobbiamo chiamare i pompieri, e poi non chiudete i barattoli, appoggiate solo il coperchio sopra cosi appena lo prendi sbadabam cade tutto. Vi amiamo quando sparecchiate la tavola con la tecnica del discobolo, mettendo in frigo la pentola della minestra che poggia su due mandarini. Vi amiamo quando a Natale scavate il panettone con le dita, quando per farvi un caffè sporcate la cucina che neanche 10 Benedette Parodi.. e pure quando per farvi la doccia allagate il bagno e lasciate la malloppa di peli nello scarico, che sembra di stare insieme a un setter irlandese! Vi amiamo quando diciamo voglio un figlio da te e voi rispondete “Magari un cane” e noi vorremmo abbandonare VOI in autostrada non il cane. Vi amiamo quando andate a lavare la macchina e ci chiudete dentro coi finestrini aperti, vi amiamo quando fate quelle battute tipo prima di fidanzarti guarda la madre, perché la figlia diventerà cosi, Voi no. Voi spesso siete pirla fin da subito. Vi amiamo quando mettete nella lavastoviglie i coltelli di punta, che quando noi la svuotiamo ci scarnifichiamo, e quando invece di sostituire il rotolo finito della carta igienica usate il tubetto di cartone grigio come cannocchiale.
E’ per amore vostro che facciamo finta di addormentarci abbracciati anche se dormire sul vostro omero ci dà un po’ la sensazione di appoggiare la mandibola su un ramo secco di castagno, e vi amiamo anche se considerate come dogma assoluto che l’arrosto della mamma è più buono di quello che facciamo noi. Il creatore non ha detto: E la suocera fece l’arrosto fatelo sempre cosi in memoria di me.
Insomma, noi vi amiamo anche quando date il peggio, vi amiamo nella buona ma soprattutto nella schifosa sorte. Vi amiamo perché amiamo l’amore che è un apostrofo rosa tra le parole: E’ irrecuperabile.. ma quasi quasi me lo tengo.
Perchè San valentino è la festa dell’amore, declinato in tutte le sue forme. L’amore delle persone che si amano. Anche delle donne che amano le donne e degli uomini che amano gli uomini. MA CHE CI INTERESSA QUELLO CHE FANNO A LETTO.. L’IMPORTANTE E’ CHE LE PERSONE SI VOGLIANO BENE, SOLO QUESTO CONTA.
Pensa che bello sarebbe vivere in un paese dove tutti i diritti fossero riconosciuti. Ma non solo i diritti dei soldi. Quelli dell’anima. Quelli che mi dicono che posso vegliare la persona che ho amato per anni in un letto d’ospedale senza nessuno che mi cacci via perchè non siamo parenti. E poi vorremmo un san valentino dove nessun uomo per farci i complimenti dicesse che siamo donne con le palle. Dirci che siamo donne con le palle non è un complimento. Non le vogliamo. Abbiamo già le tette. Tra l’altro sono due e sferiche anche quelle. Vogliamo solo rispetto. In Italia in media ogni due o tre giorni un uomo uccide una donna, compagna, figlia, amante, sorella, ex.
Magari in famiglia. Perché non è che la famiglia sia sempre, per forza, quel luogo magico in cui tutto è amore.
La uccide perché la considera una sua proprietà. Perché non concepisce che una donna appartenga a se stessa, sia libera di vivere come vuole lei e persino di innamorarsi di un altro.. E noi che siamo ingenue spesso scambiamo tutto per amore, ma l’amore con la violenza e le botte non c’entrano un tubo. L’amore, con gli schiaffi e i pugni c’entra come la libertà con la prigione. Noi a Torino, che risentiamo della nobiltà reale, diciamo che è come passare dal risotto alla merda.
Un uomo che ci mena non ci ama. Mettiamocelo in testa. Salviamolo nell’hard disk. Vogliamo credere che ci ami? Bene. Allora ci ama MALE. Non è questo l’amore. Un uomo che ci picchia è uno stronzo. Sempre. E dobbiamo capirlo subito. Al primo schiaffo. Perché tanto arriverà anche il secondo, e poi un terzo e un quarto. L’amore rende felici e riempie il cuore, non rompe costole e non lascia lividi sulla faccia. Pensiamo mica di avere sette vite come i gatti? No. Ne abbiamo una sola. Non buttiamola via.

~Luciana Littizzetto

giovedì 19 settembre 2013

Papa Francesco e la Misteriosa Telefonata al Giovane Omosessuale

Lo scorso 5 settembre, il quotidiano francese La Depeche du Midi, ha riportato la testimonianza di un giovane di Tolosa che afferma di aver ricevuto una telefonata da Papa Francesco. “Il Papa mi ha chiamato giovedì 29 agosto, alle ore 14 – afferma il 25enne - La conversazione è durata 9 minuti. Ho voluto raccontarlo per rendere omaggio a questo straordinario Pontefice”. Inizialmente scettico, il giornalista che ha intervistato Christopher, questo il nome del ragazzo, ha chiesto a quest’ultimo se avesse effettuato una registrazione della telefonata o se fosse ancora in possesso del numero da cui sarebbe partita, informazioni utili ad avvalorare il suo racconto. Il giovane ha così indicato un numero telefonico che, in seguito ad una verifica effettuata dalla redazione del giornale, si è rivelato corrispondere alla sede centrale del Vaticano. Ma perché il papa avrebbe chiamato il ragazzo? Cosa si sono detti in quei 9 minuti? “Io sono un cattolico praticante e gay – ha raccontato Christopher - Nel mese di luglio ho attraversato un periodo difficile. Sin dalla mia infanzia sono stato vittima di atti di bullismo, ricevendo insulti sia a scuola che in strada. Il Papa sembrava diverso, più vicino alla gente. Così ho preso un pezzo di carta e ho scritto una trentina di righe, confidando a lui i miei dubbi. Ho segnato anche il mio indirizzo e il numero di telefono e ho spedito la lettera all’indirizzo ufficiale del Vaticano”. A quanto sembra la risposta da parte del primo vescovo di Roma non è tardata ad arrivare e, come già successo per lo studente italiano e la donna argentina vittima di uno stupro, anche il giovane francese ha avuto l’onore di ricevere la sorprendente chiamata.“È stato lui ad iniziare la conversazione – ha dichiarato il giovane di Tolosa – . Ero inquieto, naturalmente. Ho chiesto: e lui ha risposto: . So che è difficile da credere, ma è successo davvero così. Da quel momento non ho più dubitato. Ero sicuro che fosse lui. La sua voce, il tono, il ritmo delle sue parole… ero sicuro…… mi ha detto. Poi abbiamo parlato della mia situazione. Mi ha detto: ”.Christopher dal canto suo continua ad affermare di aver parlato con il pontefice in persona, aggiungendo però di non avere ulteriori prove a suo carico se non la certezza delle forti sensazioni provate e la riaccesa speranza in un Chiesa molto più tollerante verso gli omosessuali.
Fonte: vitadadonna.com

Isola del Giglio, il tesoro della Concordia: dopo il recupero dei corpi iniziano le ricerche

ISOLA DEL GIGLIO. Un tesoro che per 18 mesi è rimasto nascosto all’interno della nave Concordia e che, solo dopo il recupero dei due corpi non ancora ritrovati e l’ok della magistratura, verrà ricercato ufficialmente. Una scena che, per larghi tratti, ripercorre i passi del film  “Titanic”, diretto da James Cameron e uscito nelle sale cinematografiche del mondo nel lontano 1997.
Ma a quanto ammonta il tesoro nascosto? Di certo non si tratta di una cifra superflua.  Basta pensare che sul colosso navale erano presenti 150 cassette di sicurezza per altrettante cabine. Sergio Girotto, ingegnere di Micoperi, ha spiegato quelle che potrebbero essere le procedure di recupero delle cassette, le quali saranno “smontate una ad una, catalogate, fotografate con a fianco il numero della cabina in modo che il contenuto possa essere restituito ai legittimi proprietari”. Sarà molto più complesso, e non c’è da sorprendersi, recuperare, invece, la quantità di materiale prezioso presente sui ponti poiché questo potrebbe aver subito l’effetto delle maree o, più semplicemente, degli sciacalli.
Al di là dei valori personali dei 4.000 passeggeri, ammonto a circa 3 milioni il patrimonio artistico di cui disponeva la nave. Infatti non si può evitare di pensare alle 6.500 opere d'arte, tra originali e multipli, ma anche ai vasi in ceramica risalenti agli anni iniziali dell’ottocento ed alle cristalliere che erano presenti nei bar.
La Costa Concordia ci tiene a far sapere che tutto il materiale che verrà recuperato, sarà restituito immediatamente ai proprietari.
Inestimabile è, invece, il valore della nave, i cui pezzi, dopo la demolizione, saranno messi sul mercato ad una cifra non inferiore a  350 dollari a tonnellata. Considerato che la Concordia ne pesa 50.000, la cifra è a dir poco faraonica.  
Fonte; vocenuova

Siamo in italia assurdo !!!!

Oggi anche Io dovrei Essere Felice, visto che devo andare a ritirare lo Stipendio per una collaborazione di Agosto. Il Problema che mi rende Infelice e ché siamo in Italia! ho superato le 200 ore di Lavoro, cosa Molto Buona se Fossi in Germania, Svizzera, Austria, chi più ne ha più ne metta, sarei riuscito a guadagnare anche sino a 2.500 euro. Ma come dicevo, Siamo in Italia! e dovrò accontentarmi di 700 euro circa, da queste 700 euro dovrò togliere le 150 Euro che la Cooperativa si e trattenuta in quanto Socio ... ancora non ho capito bene cosa significhi Socio, sopratutto se solo per un Mese, comunque! togliamo anche le 50 euro per il Tribunale per i Certificati e 50 euro togliamoli per l'abbonamento dei mezzi pubblici e visto che la mia media di lavoro supera le 10 ore al giorno mettiamoci un 100 euro per il mangiare?

Totale per un Mese di Lavoro ho Speso
e che dovrò sottrarre dai 700 euro Circa.

Ben 350 Euro !!! alla Faccia del Cazzo !!!

Voi ovviamente direte: E colpa della Crisi!
e io Vi risponderò: Ma ne siete proprio Sicuri? se Fosse realemnte così' perchè, in questo caso la Copperativa prende Ben 35 euro l'Ora sù ognuno dei Lavoratori oltre alle 150 euro in quanto Soci, e al Lavoratore paga 5 Euro l'Ora? Non dico di dividere il 50% tra Lavoratore e Azienda, sarebbe un Azione troppo Nobile. Ma se dalle 35 euro invece che 5 euro ne dessero 10 di Euro sicuramente avremmo Meno Problemi in Italia.

Ed Ecco svelato il Mistero e la Truffa della Crisi
l'Italia e il Primo Paese sulla faccia della Terra dove per Lavorare devi Pagare
Fonte:  Facebook

DISOCCUPATI RUBANO PER SFAMARE I FIGLI, LA POLIZIA NON LI ARRESTA


 Una coppia è stata fermata dalla polizia a Treviglio, provincia di Bergamo, per avere rubato generi alimentari e capi d'abbigliamento in un supermercato. I due hanno riferito di avere perso da poco il lavoro e di non sapere come sfamare i 5 figli. Dopo avere avuto conferma che tutto ciò fosse vero, gli agenti hanno deciso di non arrestarli.

TREVIGLIO - Sono stati fermati alle casse del supermercato Pellicano a Treviglio con generi alimentari e vestiti nascosti dentro alcune borse mentre tentavano di uscire dal punto vendita senza pagare. Una coppia di quarantenni residenti nella cittadina di Caravaggio (Bergamo), lui di origine albanese e la moglie nativa di Varese, ha dovuto così attendere l'intervento della vigilanza e in seguito della polizia per spiegare il motivo del tentativo di furto di cibo e capi d'abbigliamento per un valore di 200 euro. Una volta sopraggiunte le forze dell'ordine, i due coniugi hanno spiegato ai poliziotti di avere agito in preda alla disperazione per riuscire a sfamare i 5 figli, avendo entrambi da poco perso il lavoro. Una volta accertata la veridicità delle circostanze, gli agenti del commissariato di polizia di Treviglio hanno deciso di non arrestare la coppia, ma sporgere solamente denuncia. Un caso di umanità di fronte alla disperazione del sempre crescente numero di famiglie messe in ginocchio dalla crisi economica che ormai non riescono più a garantirsi neppure beni primari come cibo e vestiti.

mercoledì 18 settembre 2013

Nubi come astronavi aliene nel cielo degli Stati Uniti


Spettacolari nubi a forma di navi aliene sono comparse nel cielo degli Stati Uniti.


USA - Nel cielo degli Stati Uniti sono apparse delle nubi che ricordano enormiastronavi aliene. Le immagini sono molto suggestive e sollecitano l'immaginario collettivo riportando l'attenzione sui cambiamenti della terra e sulla presunta fine del mondo. Il "cacciatore di tempeste" Marko Korosec, 31 anni ha scattato queste spettacolari foto, le nuvole sono state generate dal dal tornado "Alley" in Texas, Kansa e Colorado.

Nel frattempo un meteorite precipitato in Tunisia, ha destato molta paura tra gli abitanti della zona vicina al luogo dell'impatto. Caduto al suolo ha provocato tre diverse esplosioni. La zona colpita si trova nella località di Remada, nel governatorato di Tataouine. Immediatamente sono giunte sul posto per controllare l'accaduto le pattuglie della Guardia nazionale e dell'Esercito, dato che si tratta di una zona militare.

Infatti inizialmente si era pensato che le esplosioni fossero dovute a scontri terroristici.

Ricordiamo anche che, pochi giorni fa, l' agenzia spaziale europea (Esa) ha lanciatoun'allerta per il satellite Goce che presto potrebbe esplodere e i detriti precipitare sulla terra. Il satellite si trova da anni nello spazio, dove era stato lanciato per studiare il campo gravitazionale terrestre.

mercoledì 11 settembre 2013

Voci di un giorno maledetto

Sono passati dodici anni da quel giorno, ma i ricordi, le immagini di quel pomeriggio,tornano nitide tutti gli anni, come un film che rivedi per l’ennesima volta…Ecco alcune emozioni  raccontate in un giorno maledetto 

...impossibile per chi come me ha vissuto in diretta quelle ore terribili. andrea



"A volte abbiamo l’impressione che cambiare il mondo sia un’impresa che necessita di molti anni, se non di interi secoli. E in molti casi è davvero così. Ci sono volte, però, in cui sono sufficienti pochi minuti per far sì che il mondo non sia più lo stesso."
tadue
11 Settembre 2001 - 11 Settembre 2013.



“Oggi 11 settembre ricordiamo tutte le vittime del terrorismo è non solo la caduta delle torri gemelle, ricordiamo coloro che sono state bruscamente portate via da questa vita da esseri che non posso essere chiamati uomini. IO DICO NO AL TERRORISMO.
Farò una preghiera per tutti quanti, anche se in Dio non credo molto.
11 SETTEMBRE 2001 per non dimenticare!”

— E non dimentichiamo vi prego!
carla



Ho i brividi, leggete.
Per non dimenticare.

Ho letto che è stata la carta a tenere acceso l’incendio nelle torri gemelle. Tutti quei quaderni, le risme di fogli per fotocopie, le stampate delle e-mail, le foto dei figli, i libri, i dollari nei portafogli e i documenti negli archivi. Erano combustibile. Forse se vivessimo in una società senza carte il mio papà sarebbe ancora vivo. Ho cercato le cartine e i disegni fino a trovare il corpo che cadeva.
Era papà? Forse.
Chiunque fosse, era qualcuno.
Ho strappato le pagine dal libro, le ho rimesse al contrario, in modo che l’ultima fosse la prima e la prima fosse l’ultima. Le ho sfogliate velocemente e sembrava che l’uomo stesse alzandosi in cielo.
E se avessi avuto altre fotografie, sarebbe volato dentro una finestra e dentro la torre e il fumo sarebbe stato aspirato nel buco da cui l’aereo stava per uscire. Papà avrebbe lasciato i suoi messaggi a rovescio finché la segreteria sarebbe stata vuota e l’aereo sarebbe volato all’indietro fino a Boston. Papà avrebbe preso l’ascensore per scendere in strada e schiacciato il bottone per l’ultimo piano. Avrebbe camminato all’indietro fino al metrò e il metrò sarebbe andato indietro nel tunnel fino alla nostra fermata.
Papà avrebbe superato il tornello all’indietro e poi fatto sfilare al contrario la sua tessera della metropolitana e sarebbe tornato a casa camminando all’indietro mentre leggeva il “New York Time” da destra a sinistra.
Avrebbe sputato il caffè nella tazza, si sarebbe sporcato i denti e si sarebbe messo i peli in faccia con il rasoio. Sarebbe tornato a letto, la sveglia avrebbe suonato al contrario, e lui avrebbe fatto i sogni al contrario. Poi si sarebbe alzato alla fine della sera prima del giorno più brutto.
Sarebbe indietreggiato in camera mia fischiettando al contrario ‘I am the warlus’.
Sarebbe stato nel letto con me.
Avremmo guardato le stelle sul soffitto, che avrebbero allontanato la loro luce dai nostri occhi.
Io avrei detto: “Niente” alla rovescia.
Lui avrebbe detto: “Sì, pulce” alla rovescia.
Io avrei detto: “Papà?” alla rovescia, che non è così diverso da papà detto normalmente.
Mi avrebbe raccontato la storia del sesto distretto, dalla voce nel barattolo fino all’inizio, da “Ti amo” a “Una volta, ma tanto tempo fa…” e saremmo stati salvi.

J.S. Foer, Molto forte, incredibilmente vicino.




“Ognuno di noi ha il suo undici settembre. Il giorno in cui succede qualcosa che rende quella data indimenticabile per sempre.”

federic




E non penso che qualcuno riuscirà mai a dimenticare le immagini di quell’11 settembre.
Io le ho perennemente nella mente, è uno dei ricordi più chiari che ho.
elebeth



Quel giorno eravamo appena entrati quando ci hanno fatto uscire da scuola. Non ci hanno detto di preciso perchè, solo che era successa una cosa brutta. Noi non abbiamo capito, credo. Oppure, non abbiamo capito che una brutta cosa poteva capitare a noi. Sono venuti tanti genitori a prendere i loro bambini ma io sono tornato a piedi. Un mio amico mi ha detto che mi avrebbe telefonato, perciò sono andato subito a vedere la segreteria e la luce lampeggiante. C’erano cinque messaggi. Tutti suoi. Del mio papà.
Diceva sempre che stava bene e che tutto sarebbe finito bene, e non dovevamo preoccuparci. Dopo che ho ascoltato i messaggi è squillato il telefono. Erano le 10.26. Ho guardato il codice di identificazione e ho visto che era il suo cellulare. Non ho alzato la cornetta. Non ce la facevo. Continuava a suonare e io non riuscivo a muovermi. Volevo alzarla ma non ci riuscivo. E’ partita la segreteria. C’è stato un bip. Poi la voce di papà.

Ci sei? Ci sei? Ci sei?

Lui aveva bisogno di me e io non riuscivo ad alzare la cornetta. Non ci riuscivo. Non ce la facevo. Lo ha domandato undici volte. Lo so, perchè le ho contate. Perchè continuava a chiederlo? Aspettava che qualcuno tornasse a casa? E perchè non chiedeva ‘C’è qualcuno?’ ‘Ci sei?’ vuol dire una persona sola. A volte penso che sapeva che ero lì. In sottofondo si sente la gente che urla e piange. E poi rumore di vetri che si rompono, ed è anche per questo che mi chiedo se stavano saltando giù.
Ho calcolato il tempo del messaggio, ed è un minuto e ventisette secondi. Questo significa che è finito alle 10.28. Che è l’ora in cui la torre è caduta. Forse è così che è morto, allora.

-Jonathan Safran Foer. Molto forte, incredibilmente vicino.



Torri Gemelle e la storia che non vogliamo imparare.


Avevo 15 anni quando è successo quel casino, ero in soffitta che parlavo a telefono con una specie di fidanzatina, e appena sceso giù ho visto mia madre pietrificata a guardare la tv e nemmeno il tempo di rivolgere i miei occhi al telegiornale e ho visto le immagini di un aereo che si andava a schiantare su una delle torri.

La prima cosa che ho detto fu : Nemmeno nei videogiochi si vedono cose del genere…

Passai l’intera giornata a vedere tutti i telegiornali del mondo, perchè ancora non potevo credere a quello che stava accadendo. L’immagine più scioccante fu quella di un uomo che, dalla disperazione, si butta dalle Torri in fiamme; fu il gesto di una persona che sapeva di dover morire e ha tentato l’ultima possibilità di salvezza. Da un lato tale gesto è incomprensibile, ma per capire certe cose bisogna viverle, e noi non abbiamo la minima idea di quello che quelle povere persone hanno provato. Nessun filmato è in grado di dirci ciò.

Questo è il ricordo che ho di quella giornata, sicuramente triste; una pagina nera di storia di cui io stesso, un giorno, parlerò ai miei nipoti e ai miei figli, che sicuramente lo studieranno nei prossimi libri.

Avendo a che fare con un percorso di studi che fa della storia la radice di tutto, queste cose mi fanno riflettere, e non poco.

Nel mio piccolo penso che sia giusto fermarsi un attimino e rivolgere un piccolo pensiero per tutte quelle vite spezzate, ma penso che sia anche giusto analizzare quell’evento da un punto di vista critico e storico.

Quello che non mi va già è che noi Italiani, e non solo, abbiamo la memoria troppo corta.

Qua ci dimentichiamo che l’Italia è un paese che ogni giorno cade sempre più a pezzi, ma l’11 settembre ci dobbiamo ricordare che sono cadute le Torri. Il mio non vuole essere populismo spicciolo, quello che voglio dire è che noi non impariamo mai niente dalla storia, ci interessiamo di quello che succede nel mondo ricordandoci dell’attentato alle Torri Gemelle, ma non abbiamo mai la voglia di fermarci anche noi e pensare che da certi episodi, forse, si potrebbe imparare qualcosa.

Gli uomini scrivono la storia, gente che durante la loro esistenza ha fatto grandi cose, ma anche grandi errori, segnando il destino di imperi, regni, tribù e anche di piccoli villaggi; e noi invece di trarre esempio da loro li ignoriamo.

Dobbiamo imparare, per una buona volta a leggere, con occhio critico ciò che avviene intorno a noi, perchè è la Storia, siamo noi a scriverla e da essa non possiamo far altro trarre degli insegnamenti.

Ricordarsi di certi eventi è assolutamente giusto, ma dobbiamo ricordarci anche che la storia non è fatta solo di morti ammazzati, ma anche di decisioni politiche che possono segnare il corso degli eventi, determinando il destino di interi popoli. Ogni giorno il mondo è protagonista di queste cose, ma purtroppo abbiamo il brutto vizio di non ricordarlo, ignorando cose che invece meriterebbero maggiore attenzione.

Anche con l’Italia è stato cosi. Il nostro operato, come popolo, ha influenzato il presente e influenzerà sicuramente anche il futuro, e ora stiamo vivendo il frutto delle nostre stesse azioni, dove troviamo un paese in rovina, governata da una classe politica che di politica ha ben poco, composta sempre dalle stesse persone che pensano solo al proprio tornaconto, ma che abbiamo sempre votato, perchè non abbiamo avuto la bontà di imparare nulla dai nostri stessi errori.

Ogni giorno la Storia ci manda dei messaggi, ma noi non li vogliamo ascoltare e questo si ripercuoterà sui nostri stessi figli.

L’attentato alle Torri Gemelle per chi l’ha vissuto è un dramma, ma per uno storico come me è un evento da tenere ben in considerazione scrivendolo dappertutto, un qualcosa da tramandare ai posteri con questo messaggio:NON PERMETTETE CHE CERTE TRAGEDIE SI RIPETANO.

Questo è l’obbiettivo della Storia, salvare l’uomo dai suoi stessi errori.

Rifletteteci.
thepathofhonor

martedì 10 settembre 2013

Londra, l'auto si scioglie? Colpa di riflessi grattacielo Walkie-Talkie

Gli abitanti di Londra dovrebbero pensarci due volte prima di parcheggiare le loro auto di fronte al nuovo grattacielo, ancora in costruzione, noto come Walkie-Talkie. Stando a quanto riferito dal proprietario di una Jaguar, l'imprenditore Martin Lindsay, la luce riflessa dalle pareti del palazzo è talmente forte che ha fatto sciogliere alcune parti del suo veicolo. E non è tutto: il proprietario di un negozio situato dall'altra parte della strada sostiene che il bagliore abbia bruciato una parte del tappetino d'ingresso. "Stavamo lavorando e abbiamo semplicemente visto del fumo uscire dal tappeto", ha raccontato il proprietario, Ali Akay.

"Si tratta - ha aggiunto - di un problema per la salute e per la sicurezza, avrebbero dovuto controllare prima di costruirlo". Le società Land Securities e Canary Wharf, i costruttori del grattacielo di 37 piani, hanno fatto sapere in una nota di trattare le accuse in maniera seria e di aver avviato dei controlli per capire in che modo l'edificio rifletta la luce del sole. Il problema si verifica per circa due ore al giorno e dovrebbe continuare per altre due o tre settimane, spiegano i costruttori, aggiungendo che "il fenomeno è dovuto dall'attuale posizione alta del Sole nel cielo". Nel frattempo, hanno fatto sapere le due società, uno schermo temporaneo sarà eretto a livello della strada per minimizzare i danni.

lunedì 9 settembre 2013

11 settembre: la terza torre di cui nessuno parla !!

L’11 settembre è una data scavata nella mente di chiunque. Tutti sanno cosa accadde quel giorno, nel 2001, quando gli Usa vennero colpiti nella loro occidentalità, feriti nell’orgoglio e, in pieno centro, a New York, si scatenava l’inferno. Centinaia di morti e una superpotenza messa in ginocchio, a fronte di una cascata di macerie e fuoco.

Chiunque ricorda le immagini di quegli aerei che impattarono contro due grattacieli simbolo della Grande Mela, le Twin Towers, le torri gemelle. Due, come due furono i velivoli dirottati che le distrussero. Eppure, quasi nessuno sa, o ricorda, di come una terza struttura, quello stesso giorno, crollò, inspiegabilmente.

Si tratta della Wtc 7: un grattacielo che si trovava a due isolati dalle Twin Towers. Un edificio che, al loro confronto, poteva quasi apparire piccolo, insignificante: in realtà era una struttura di 174 metri e 47 piani che non venne colpita da nessun aeroplano, ma che, ugualmente, alle 17.20 circa, si trasformò in una montagna di macerie. Fu investita dai detriti più piccoli provenienti dalle torri gemelle, questo sì: ma certo, la nuvola di polvere e detriti che si abbatté su essa non poteva essere in grado di farla collassare. Eppure eccola lì: pochi istanti prima del suo crollo, la polizia e i vigili fecero sgomberare la zona: “L’edificio sta per crollare”, dissero, nonostante all’interno vi fossero solo piccoli principi d’incendio, non certo inquietanti rispetto a quelli che divampavano nelle strutture vicine. Fatto sta che, con un inspiegabile anticipo, qualcuno previde il disastro che infine si vide compiuto: l’attico della parte orientale del grattacielo cedette, qualche secondo prima di quella occidentale. Nel frattempo, l’intero edificio scese in caduta libera, senza mai perdere la propria forma. Ossia, non si verificò nessun cedimento settoriale.

Per anni ci si domandò come potesse essere crollato, in assenza di un impatto. Dopo molto tempo e numerosi dubbi e inquietanti silenzi da parte dellacommissione ufficiale che avrebbe dovuto far luce sugli attentati dell’11 settembre, e dal Nist, a cui venne affidata l’indagine tecnica, alla fine si pensò di andare a indagare anche su Wtc-7 e sul suo crollo. Era ormai il 2008.
Venne stilato anche un dossier al riguardo. In esso si sottolineava come l’edificio non crollò in caduta libera, a scapito dei numerosissimi video che testimoniarono il contrario, e come il collasso avvenne soltanto a causa delfuoco, sempre quei tre o quattro roghi sparsi per i diversi piani. Soltanto dalle fiamme implica che i detriti da cui il Wtc venne investito non contribuirono al crollo: per rendere più chiara questa conclusione, gli esperti del Nist la misero per iscritto: le macerie delle Twin Towers non furono “determinanti nel crollo”. Eppure, nello stesso rapporto, si citano i cedimenti strutturali provocati “anche dalle distruzioni prodotte dai detriti”. Un contraddizione bella e buona, mai chiarita.

Volendo credere che sia stato solo il fuoco a distruggere l’edificio, s’affacciano nuove incongruenze. Oltre alla difficoltà che si incorrono nel voler supporre che un edificio moderno, per quanto incendiato, possa crollare in caduta libera, vi sono prove e testimonianze inconfutabili al riguardo. Numerosi testimoni, per esempio, parlarono di acciaio fuso che spuntava dalle macerie, dopo il crollo, che rimase raccolto in pozze per settimane e settimane dall’incidente. Ebbene, un incendio che divampa all’interno di un ufficio, e che quindi si nutre di carta e combustibile, non può in alcun modo generare una temperatura vicina ai 1538 gradi, ovvero quanti ne servono per far fondere l’acciaio. Altresì, è possibile però che questo tipo di metallo venga tranciato mediante esplosivi: una tesi che potrebbe quasi apparire complottistica, non fosse per il rinvenimento, sempre tra le macerie del grattacielo, di tracce di nano-thermite, una sostanza esplosiva in grado di sprigionare un calore superiore ai 2500 gradi. Inoltre, sebbene tutto il complesso abbia subito incendi, quel giorno, le pozze d’acciaio fuso vennero trovate soltanto nei pressi delle Torri Gemelle del WTC 7, ovvero negli unici tre edifici crollati completamente. Soltanto qui, dunque, venne utilizzato un materiale in grado di fondere l’acciaio e distruggere le strutture. D’altronde, altri edifici che subirono danni più ingenti e gravi del WTC-7 rimasero in piedi.

Ammettendo come reale la versione ufficiale, secondo cui un incendio nutrito da materiale d’ufficio sia comunque in grado di sciogliere l’acciaio, restano ancora dubbi: è possibile che questo possa ammorbidirsi fino “recidersi” improvvisamente e contemporaneamente, dando vita ad un crollo simmetrico e totale? Fisicamente, no. L’unico modo per ottenere un effetto simile è dar il via ad una demolizione controllata. Senza contare che non è mai esistito nessun grattacielo moderno, prima del Wtc 7, crollato completamente a causa del fuoco, proprio per la loro architettura studiata nei minimi dettagli. Infine, altro punto da non sottovalutare è quello riguardante la presenza degli “squibs”, gli sbuffi di fumo orizzontali e detriti: durante il crollo del Wtc 7 essi compaiono in sequenza rapidissima dal basso verso l’alto, in netta contraddizione con la versione ufficiale diramata dagli Usa. Se, infatti, fossero causati dai piani che espellono aria crollando, sarebbero stati dall’alto verso il basso, mano a mano che l’edificio cadeva. Gli squibs presenti nella terza torre dell’11 settembre sono, piuttosto, gli stessi che si verificano durante una demolizione attraverso esplosivo.

E qualcuno, nel tempo, alla fine l’ha anche ammesso. Di fronte a tutte queste evidenze, è stato infatti sostenuto come effettivamente si possa essere trattata di una demolizione, ma improvvisata dai vigili e dai poliziotti che, temendo che il grattacielo crollasse, decisero di farlo collassare preventivamente. Una teoria che, ovviamente, non regge, in quanto non solo non è possibile pianificare in breve tempo un’operazione del genere, ma pure non avrebbe avuto alcun senso: se esisteva infatti il rischio che, a colpa degli incendi che in esso stavano divampando, l’edificio crollasse da sé, perché intervenire preventivamente anziché attendere? Inoltre, gli altri grattacieli che vennero colpiti dai detriti dell’attentato alle Twin Tower, i Wtc 3,4,5 e 6 riscontrarono danni di molto superiori a quelli subiti dal Wtc 7, ma non solo non rischiarono il crollo; nessuno, neanche, pensò di demolirli in giornata: si dovette attendere qualche giorno, prima di distruggerli per sgomberare l’area e ricostruirli.

La soluzione, dunque, sul come sia crollato il Wtc 7 pare ovvia. Ma resta ancora, dopo tutto, scoprire chi abbia voluto ciò e perchè. E nessuno, negli Usa, nelle diverse commissioni, ha la minima intenzione di spiegarlo.

fonte: articolotre.com